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Brasile nuova frontiera per la farmaceutica

Dic 16, 2019

Il Sole 24 Ore – Nella materia il Dr. Graziano Messana, parla della crescita del mercato brasiliano per i settori farmaceutici e per i dispositivi medici, grandi le opportunità d’investimento e insediamento per aziende italiane che puntano sull’estero.

La dimensione del mercato brasiliano per il settore farmaceutico e per i dispositivi medici si attesta su circa 30 miliardi di dollari, con una progressiva crescita.

Entro il 2022 il Brasile sarà tra i primi cinque mercati al mondo, con una spesa complessiva per i farmaci tra 38 e 42 miliardi di dollari, mentre la spesa per i soli dispositivi medici raggiungerà i 14 miliardi di dollari. Il consumo medio di farmaci si stima sia intorno ai 107 dollari per persona.

Ricordiamoci che il Brasile ha un’estensione paragonabile a quella del continente europeo.

Sebbene la spesa sanitaria sul Pil sia in linea con quella media mondiale (ca 10%), in Brasile (9%) è ancora inferiore ai paesi europei o americani (9%). Esistono quindi concrete opportunità di crescita e, con essa, le imprese italiane possono giocare un ruolo importante.

Storicamente le imprese private hanno finanziato una quota maggiore della spesa sanitaria in Brasile; infatti in media la spesa pubblica è cresciuta dello 0,5% annuo mentre quella private dell’1%. Questo si deve soprattutto al fatto che una buona fetta della popolazione brasiliana ricorre ad assicurazioni private in campo sanitario. Parliamo di 50 milioni di utenti che hanno polizze private su 210 milioni di abitanti nel complesso.

Comprendere le dinamiche sottostanti questi numeri ed incrementi della spesa per la salute in Brasile è indispensabile per capire quali saranno le linee di sviluppo del settore, integrato con la trasformazione digitale in atto. Fenomeno che sta interessando diversi comparti dell’amministrazione pubblica brasiliana, tra cui anche la sanità. Sempre più spesso le organizzazioni devono effettuare investimenti significativi in processi e tecnologie che riducono i costi, aumentano l’accesso alle cure sanitarie e migliorano l’assistenza alle persone.

Sono 3 le tendenze attuali che risulteranno essenziali per l’industria farmaceutica in Brasile: Smart data, intelligenza artificiale e Self-Care.

 

Cresce l’assistenza e la diagnosi a distanza

La presenza virtuale sta sostituendo la visione tradizionale che una diagnosi medica possa essere somministrata solo attraverso una visita in clinica o in ospedale. Con questo l’assistenza sanitaria può essere garantita letteralmente ovunque con i conseguenti enormi vantaggi che ciò comporta per un Paese di dimensioni continentali come il Brasile.

Le tendenze demografiche continuano ad essere positive ma si constata un’incidenza di malattie non infettive su una quota ancora molto elevata di popolazione non assistita, principalmente nelle regioni Nord e Nordest.

In questo scenario le imprese italiane hanno significative opportunità di crescita sia attraverso una presenza diretta sia con accordi di collaborazione con operatori sanitari.

Il più grande beneficiario di queste trasformazioni è il consumatore, che à ora posizionato al centro dell’assistenza sanitaria. Questo approccio favorisce la creazione di nuovi modelli e soluzioni di business diagnostica, trattamento e monitoraggio.

Aziende appartenenti a segmenti come, ad esempio, l’assistenza domiciliare, includendo anche pratiche di fisioterapia o fitness, sono stati ben accolti dai consumatori all’interno di questo mercato.

Non è un caso che la Sol, storicamente azienda familiare italiana ma ad oggi quotata in Borsa, abbia iniziato i suoi processi di investimento di recente in Brasile proprio nel settore dell’home care, tracciando già una storia di successo. La prospettiva è che la “salute intelligente”, a medio e lungo termine, possa affiancarsi ed integrassi sempre di più veloci, efficienti ed economicamente sostenibili.

Considerando le carenze del sistema sanitario nazionale, i servizi sanitari continueranno ad essere i sub-settori più attrattivi per nuovi investitori a medio termine. In questo contesto si registra che diverse aziende straniere negli ultimi 18 mesi (USA, Canada, Germania, Svezia, Australia, Italia) sono estratte nel mercato hanno ampliato la loro presenza attraverso operazioni di M&A.

Alcune aziende italiane come Chiesi, Zambon, Baldacci, ACS Dobfar, per citarne le più note, sono ben posizionate in Brasile e costituiscono un valido indotto per altre realtà, anche Pmi, come ad esempio la toscana PQE Group che si occupa di certificazioni e controllo di qualità. Grandi aziende e mercato promettente sono fattori di traino per aziende di piccole e medie dimensioni italiane che, dopotutto, sono il nostro tessuto imprenditoriale.

Per i player italiani che guardano all’estero è un momento positivo per considerare seriamente l’ingresso in Brasile, complice anche il cambio favorevole per un investimento in euro, e la grande attenzione che viene posta alla cura della persona, sia in ottica preventiva e diagnostica, sia di cura ed accesso alle migliori terapie.

Articolo completo.

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